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La pedalata vincente di Filippo Ganna e le scarpe made in Pederobba

La pedalata  potente di Filippo Ganna, che questa mattina, 3 agosto, ha conquistato la finale per l’oro nell’inseguimento a squadre uomini con il record del mondo.  Ganna, attualmente il ciclista più veloce al mondo, ha fatto tappa nei giorni precedenti la partenza per le Olimpiadi di Tokyo alla Northwave di Pederobba, provincia di Treviso.

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Ganna è seguito da Northwave fin da quando era nella categoria dilettanti: in azienda ha visto nascere in diretta le calzature create sulla forma precisa del proprio piede – una ragguardevole taglia 47 – e continuamente aggiornate in base alle esigenze e a ogni cambiamento. La tomaia è progettata per resistere alla potenza di Filippo e il doppio rotore di chiusura SLW3 permette di avvolgere il piede dell’atleta come un guanto, senza punti di pressione. La suola, spiega il product manager Raul, è realizzata 100% in carbonio unidirezionale con l’esclusivo sistema Powershape® sull’arco plantare per migliore la trasmissione di potenza sui pedali.

Da notare peraltro come intorno a un campione come Ganna si muova un intero distretto della bicicletta, con tutti prodotti di aziende venete (Northwave, Pinarello, Castelli).

Azienda controcorrente

In pieno lockdown, e nell’assoluta incertezza, alla Northwave di Pederobba hanno deciso di andare controcorrente. E invece di procedere con cautela, riducendo i rischi, hanno rilanciato sulla produzione. C’è voluto coraggio, un pizzico di follia e «un week end insonne – racconta Davide Rossetti, dal 2018 general manager e fautore dell’accelerazione in termini di crescita basata sull’innovazione, digitalizzazione e sostenibilità – Abbiamo pensato che dopo le difficoltà e le restrizioni molte persone avrebbero scelto l’attività all’aria aperta, lo svago, la libertà. Il risultato è che abbiamo i magazzini svuotati».

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Una scelta premiata dai numeri: il 2020 Northwave ha chiuso con un fatturato di 27 milioni, ovvero + 21% rispetto al 2018 (il 2019 si è chiuso in pareggio grazie alla forte crescita del settore bike e al calo dello snowboard causato dal Covid) e ha chiuso il primo semestre a un fatturato superiore al 50% rispetto allo periodo del 2020; sono 62 i dipendenti, di cui 55 in sede e 7 nelle filiali estere.

L’azienda ha un nome americano ma Dna trevigiano: il fondatore e proprietario, Gianni Piva, lavora nel settore da quando aveva 13 anni. Nel 1971, dopo diverse esperienze in zona, fonda la “Calzature Piva”, con una produzione iniziale incentrata su scarpette interne per scarponi da sci. La produzione aumenta, qualità e innovazione sono i due marchi di fabbrica dell’azienda, a ridosso del distretto dello sport system: diventa partner dei big dello sci, come Salomon, Nordica e Tecnica.

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È un cliente giapponese a suggerire una nuova strada: quello che c’era per lo sci mancava per lo snowboard, sempre più amato dagli appassionati, perché non fare qualcosa di adatto? Nel 1975 nasce la prima scarpetta morbida da snowboard, ottenuta applicando una suola di gomma a una delle morbide scarpe realizzate per gli scarponi da sci. Il prototipo attira l’attenzione di Jack Burton, conosciuto come “Mr. Snowboard”, e inizia una collaborazione d’eccellenza.

Poi la svolta: nel 1976, per 130mila dollari, Piva acquisisce il marchio Northwave da un eccentrico personaggio californiano che realizzava tavole e vele da windsurf: il fatturato cresce talmente tanto da essere il marchio numero uno negli Usa.

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Neve e bicicletta

La diversificazione guarda al mondo della bicicletta. Il primo modello di scarpa da Mountain bike realizzato da Northwave mostra qualità e comodità, tanto che nel 1993, forte di ricerche minuziose da parte dei tecnici del brand, viene lanciata sul mercato la prima scarpa per mountain bike: la bi-color Northwave Integral. Riconoscibile per il doppio colore – gialla a destra e rossa a sinistra – viene affiancata qualche anno dopo da una versione adatta a un utilizzo puramente stradale.

Che cosa hanno in comune sci, snowboard e bicicletta? «C’è la passione di chi pratica lo sport, ma anche di chi lo vive solo nel tempo libero, e c’è la ricerca di un pool di ingegneri: solo dopo viene la parte estetica», spiega Rossetti. Nel Northwave Lab, cuore italiano del brand ora basato a Onigo di Pederobba, da decenni si sviluppano tutte le nuove tecnologie ritrovabili poi sulle linee Bike (che oggi copre l’85% del business) e Snow di Northwave. Nel 2013, ad esempio, qui è stato messo a punto il sistema brevettato di chiusura a rotore che rivoluziona comodità di calzata e adattabilità delle scarpe Northwave: con una regolazione infinita, altamente personalizzabile e super leggero, il sistema SLW 2 consente un serraggio rapido e un rilascio altrettanto veloce.

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L’obiettivo del Lab è fornire qualità e performance a chi indossi le calzature del brand trevigiano mettendo a sistema la creatività e riuscendo in quello che è uno dei punti deboli delle aziende del Nordest: l’attrazione di talenti, anche stranieri, è da sempre uno dei cardini di Northwave, dove lavora personale dai diversi continenti. Un altro possibile limite dell’azienda familiare è stato abbattuto con l’ingresso di manager esterni e nuove funzioni, mentre la famiglia resta saldamente al comando e la nuova generazione è rappresentata dalla figlia Federica.

Sul sito ufficiale di Northwave sfilano anche prodotti collaterali, come capi d’abbigliamento e accessori per i ciclisti e per le cicliste, così come scarponi, tavole e attacchi dedicati agli snowboarder. Un processo in continua evoluzione, e se sono gli anni ’90 a vedere i primi studi e lo sviluppo delle prime calzature per ciclisti, oggi si ragiona sull’evoluzione del settore, ad esempio con prodotti che permettano, una volta scesi dalla mountain bike, di fare una passeggiata senza doversi cambiare.

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Un’evoluzione figlia anche della collaborazione con oltre 300 atleti: uno di loro è proprio Filippo Ganna. Ma non ci sono solo i campioni: dal 2008 l’azienda di Piva offre il “Custom Project”, con la possibilità per tutti i ciclisti di personalizzare i propri capi rendendoli unici, una novità molto apprezzata sia dai professionisti che dai cicloamatori.

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