Storia di Bahia, orsa delle Ande, amata e longeva, morta a Verona

Un compagno di vita per 29 anni e 2 figli; muore – di morte naturale – un’orsa e l’Italia rimane orfana di una specie vulnerabile di estinzione.

Dopo la morte di Luis, l’orsa Bahia è vissuta quattro mesi. Poi, nel pomeriggio del 14 aprile – fa sapere il Parco Natura Viva dove ha vissuto – si è addormentata per sempre e ha raggiunto il compagno con il quale aveva passato gli anni a Bussolengo. Era la femmina più anziana d’Europa e viveva senza Luis dal 13 dicembre scorso, quando cuore e polmoni del vecchio orso delle Ande cedettero sotto il peso dell’età.

Una vita

Ventinove anni insieme, entrambi arrivati ad un soffio dalla trentesima candelina, i due hanno battuto un record di longevità (individuale e di coppia) mai eguagliato in nessun’altra struttura zoologica. “Vulnerabile” di estinzione, con la scomparsa di Bahia l’Italia rimane orfana dell’unica specie vivente di orso sudamericano. Ora si attende la decisione dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari, che potrebbe nuovamente affidare la specie al Parco Natura Viva. Solo 124 gli esemplari ospitati nei parchi zoologici del mondo, mentre il Bear Specialist Group dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura attende un declino in natura del 30% degli esemplari tra il 2000 e il 2030.

Bahia ha risentito molto dell’assenza di Luis, con il quale non condivideva alcun aspetto del proprio carattere, ma che è stato per lei una vera e propria metà, oltre che il padre dei suoi due figli”, spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. “Da quando è rimasta sola, i suoi keeper le hanno dedicato tempo, cure e attenzioni particolari soprattutto perchè non usciva più volentieri nel reparto esterno”. “Un segnale che abbiamo colto subito – aggiunge Nedeljka Stevanovic, la sua keeper – ben sapendo che al contrario Bahia è sempre stata molto curiosa ed altrettanto golosa”.

Due cuccioli

Sono famose le immagini in cui l’orsa si arrampicava con grande impegno su tronchi e rami per raggiungere varie delizie preparate dai keeper. Mentre Luis, placidamente seduto sulla giusta traiettoria, attendeva che buone parti del bottino le sfuggissero dalle zampe, cadendo a terra. “Anche Luis era molto goloso – prosegue Spiezio – ma non sempre era disposto a far fatica per procacciarsi le leccornie. E’ sempre stato lui “quello forte” della coppia, tranne davanti ai figli”.

Nati nel ’98 e nel 2007, Balù e Tunk sono stati l’unico campo sul quale Bahia non ha mai ceduto terreno. “In quel periodo lo ha tenuto lontano con molta fermezza, sempre in difesa dei suoi piccoli. Lui all’inizio non capiva, ma poi se ne è fatto una ragione. Nessuno dei due forse, sarebbe vissuto molto più a lungo senza l’altro”.

Le foreste tropicali delle Ande, tra i 300 e i 4mila metri di altitudine, sono assaltati dalla deforestazione per l’uso industriale del suolo. E questo inasprisce molto il conflitto tra uomo e fauna selvatica. “Grazie a Bahia e Luis, sottolinea Cesare Avesani Zaborra, ceo del Parco Natura Viva, – abbiamo potuto contribuire nel tempo alla tutela della specie in natura supportando i progetti di conservazione in Ecuador attraverso la ricerca, il recupero, la riabilitazione e la liberazione degli individui riabilitati”.

 

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