Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Rinascita di un pandoro (e di una azienda): Melegatti riparte dalle persone e pensa alla mini campagna di Natale

“Siamo in presenza di un piano industriale ambizioso che vuole valorizzare il marchio e la qualità del prodotto“; tradizionalmente prudenti (e provati dopo mille delusioni) i sindacati che hanno seguito dall’inizio la vicenda Melegatti lasciano intravvedere ottimismo, e una gran voglia di ripartire. Ieri si è svolto un incontro informale tra Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila Uil, e i referenti dell’azienda che si è aggiudicata l’acquisizione dei due stabilimenti Melegatti e Nuova Marelli.

Al tavolo l’imprenditore Giacomo Spezzapria con Denis Moro, incaricato del ruolo di amministratore operativo – entrambi sono poco più che trentenni – e i consulenti dott.ssa Michela Carbellin Fanton e dott. Gianfranco Mensi, l’avv. Sergio Moratti che si è occupato della gestione del personale fino a oggi e i due curatori fallimentari Melegatti Dott. Lorenzo Miollo e Avv. Bruno Piazzola.

L’operazione di acquisizione sarà completata solo con il rogito che verrà formalizzato nei prossimi giorni, “in virtù di quanto previsto nel bando di gara di agosto e nel rispetto della normativa di cui all’art. 47 L. 428/1990”, scrive il sindacato, ma “già oggi, le scriventi organizzazioni sono state informate in merito al progetto della famiglia Spezzapria per il rilancio dello storico marchio dolciario veronese”.

melegatti

E’ stato Giacomo Spezzapria, coadiuvato dai suoi collaboratori, a chiarire alla delegazione sindacale quelli che sono stati giudicati “i buoni e seri propositi nei confronti di questa delicata partita”.

I punti centrali sono innanzitutto che la produzione resterà a Verona, all’interno dei due stabilimenti di S. Giovanni Lupatoto e S. Martino Buon Albergo. L’investimento – detto l’imprenditore – sarà indirizzato sia sul prodotto da ricorrenza che su quello continuativo (come le brioche da colazione) e sono state riscontrate “grandi competente e preziose professionalità dell’attuale personale dipendente, del quale è stato colto anche il grande senso di appartenenza”. Dunque, nonostante il secondo bando per la vendita dell’azienda permettesse di fatto di licenziare la forza lavoro rimasta, Melegatti vuole ripartire dal fattore umano, e da quei dipendenti che poco più di un anno fa, senza stipendio da tre mesi, si rimboccavano le maniche per la mini campagna natalizia da un milione  mezzo di pandori autorizzata dal tribunale (un successo).

Non solo: si sta valutando, in questi giorni, proprio l’ipotesi di avviare una mini campagna produttiva, affinché il Natale non sia privato del suo dolce per eccellenza (il “pandoro” è stato inventato proprio da Domenico Melegatti, e la ricetta brevettata). Tra le strategie individuate c’è anche quella di promuovere i dolci Melegatti anche oltre i confini nazionali, perché il prodotto merita e da prestigio al Made in Italy.

“Come organizzazioni sindacali, non possiamo che essere contente di vedere che finalmente prende forma un progetto di rilancio di questa preziosa azienda.   Segnaliamo inoltre che siamo nelle mani di una realtà imprenditoriale italiana, veneta, solida, che non intende speculare sul marchio, e che potrà privilegiarsi delle professionalità di tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che, con tanta fatica, in questo lungo anno, siamo riusciti a mantenere ancorati all’azienda. E persone qualificate sono il vero patrimonio con il quale ripartire. Auspichiamo di avere a breve delle informazioni più precise in merito alle assunzioni del personale; se e come intendano procedere per la produzione dei pandori e dei panettoni; i tempi e l’organizzazione del lavoro che intendono attuare. Siamo già nel mese di ottobre, ma la voglia di ripartire è davvero tanta. Finalmente il lievito madre, mantenuto in vita dai sapienti pasticceri, potrà essere di nuovo investito del suo ruolo“.

Per rileggere la vicenda Melegatti:

La campagna – molto social – dei dipendenti a Natale 2017 e la storia del lievito madre Melegatti, salvato dai lavoratori anche nei giorni del presidio e quando l’azienda si è fermata. Discende da quello originario e senza il prodotto non sarebbe mai più lo stesso.

Un milione e mezzo di pandori per salvare l’azienda dal fallimento: la campagna dei dipendenti #NoiSiamoMelegatti

Melegatti, a rischio anche il lievito madre (oltre alla speranza)

 

 

  • VIRGINIA |

    COMPLIMENTI VIVISSIMI PER LA RIAPERTURA DELLA ” MELEGATTI ” . L’APPARTENENZA DEI DIPENDENTI CHE HANNO ” SOFFERTO ” LA MANCANZA DI LAVORO, SARA’ IL PREMIO PER LA FAMIGLIA SPEZZAPRIA, ALLA QUALE GIUNGE IL NS/ AUGURIO PER UN PROFICUO LAVORO NATALIZIO. GRAZIE!

  • CHIARA BENATTI |

    GRAZIE DITTA MELEGATTI CHE HAI DI NUOVO DATO LAVORO A PERSONE DISOCCUPATE. IO LO SONO MA ABITO IN PROVINCIA DI CUNEO. COMPLIMENTI.

  Post Precedente
Post Successivo